Selma

Storia Print

Riassunto

Comune GR, circolo Calanca, distretto Moesa, posto a 931 m sulla sponda sinistra del fiume Calancasca. Popolazione: 300 abitanti nel 1683, 200 nel 1733, 93 nel 1830, 73 nel 1850, 71 nel 1900, 60 nel 1950, 34 nel 1970, 31 nel 1990, 44 nel 2000. Comune autonomo dal 1851, in precedenza fece parte del comune di Calanca e, dal 1796 al 1851, della Calanca interiore.

La chiesa parrocchiale dei SS. Giacomo e Pietro è stata costruita nella sua forma attuale nel 1662-67 su un edificio preesistente (1582), con medesima dedicazione. La cappella più antica è quella di S. Rocco al Ponte (XVI secolo); più tarde sono quelle di S. Antonio da Padova, del 1716 (restaurata nel 1900) e di Nostra Signora di Einsiedeln al Monte, del 1773.

Nei secoli passati numerosi emigranti furono attivi come vetrai in Francia e come ragiaioli-pecevendoli in Austria e in Germania; attualmente, gli abitanti praticano ancora un poco di agricoltura. Selma conosce un notevole afflusso turistico estivo e invernale, specialmente di giovani, anche grazie alle infrastrutture presenti e alla teleferica inaugurata nel 1961, che costituisce, con una mulattiera, il solo collegamento con Landarenca.


Alcune date importanti riguardanti la valle Calanca
500 - 400 a.C.

Primi abitanti a Castaneda.

 

12.08.1296

Si firma l’atto che fissa i confini tra il comune di Roveredo-S.Vittore e quello di Calanca. La Calanca è rappresentata dai suoi dodici delegati.

 

09.11.1484

Vengono stabiliti i confini con Grono.

 

1496

La Calanca entra a far parte della lega Grigia.

 

1796

La Calanca si divide, politicamente, in Esterna e Interna
Calanca Esterna: Sta. Maria, Castaneda Buseno e Cauco

Calanca Interna: Arvigo-Landarenca, Braggio-Selma, Sta. Domenica-Augio e Rossa-Sabbione

 

1830 - 1831

Costruzione della strada di valle.

 

1851

La Calanca costituisce il 3° Circolo del distretto Moesa.

 

1866

Spartizione dei beni Patriziati, rimasti in comunione sino ad allora.

 
1875

Prime scoperte di tombe preistoriche nella Necropoli di Castaneda.

 

1932

Introduzione della luce elettrica.

 
1962 - 1964

Costruzione della nuova strada di collegamento con la Mesolcina, tra Grono e Buseno, ponte sulla Calancasca.


Storia del comune di Selma

Sembra che la Calanca Esterna sia colonizzata dall’uomo prima di quella Interna. L’uomo si stabilisce invece in Calanca interna solo più tardi, circa un secolo prima dell’Era Cristiana, probabilmente spinto lassù dall’incremento demografico che si registra nella vicina Val Mesolcina.

Dopo il Vicariato di Mesolcina e Calanca del 1435, appare, con l’entrata della Mesolcina e della Calanca nella Lega Grigia nel 1496, la quarta squadra (dell’ottavo Comun grande di Mesolcina e Calanca), suddivisa in vicinanze – tra cui quella di Selma – che sono entità comunali simili a quelle odierne. Le riunioni volte alla gestione delle questioni comunali delle vicinanze si tengono a Buseno e ad Arvigo, mentre la residenza del ministrale è sita in Sta. Maria. Dal 1536 la Calanca si separa dalla Mesolcina e si costituisce in Vicariato proprio con giurisdizione civile.

Quanto alle origini del Comune di Selma regna molta incertezza. L’ipotesi avanzata da Adriano Bertossa nella sua Storia della Calanca è che esistano anzitutto quattro comuni antichi: Castaneda, Sta. Maria, Buseno e Rossa. Solo più tardi si costituiscono gli altri comuni della valle. Selma, appartenente alla Calanca Interna, risale apparentemente all’Era pre-cristiana, come lo indicano i nomi che l’attuale Selma ha posseduto nel tempo: Selmis nel periodo precedente l’Era cristiana e Selm in seguito.
Nel 1796, con la divisione tra Calanca Esterna e Calanca Interna, Selma si trova a far parte di quest’ultima, con Arvigo e Rossa che si alternano nella funzione di capoluogo, benché le assemblee si tengano proprio in Selma. Un ulteriore divisione, nel 1823, ha lo scopo di stabilire l’ordine gerarchico dei comuni (o degagne) che compongono le due giurisdizioni della Calanca: quella Interna e quella Esterna. Così, diverse frazioni – che fino ad allora contavano come comuni a sé stanti con diritto di voto nella General Valle di Calanca – sono inglobate da altri comuni (è ciò che oggi chiameremmo “fusione dei comuni”). E’ il caso di Braggio che raggiunge il comune di Selma per creare una delle quattro mezze degagne della Calanca Interna.
Con questa nuova organizzazione territoriale si riducono ad otto i comuni della Calanca. Ciò comporta che tre dei vecchi comuni perdono la libertà e l’indipendenza a scapito forse di rapporti intercomunali fino ad allora senza troppi screzi. Così Selma ha diverse questioni da regolare con gli altri comuni della Calanca e con dei privati. Con quest’ultimi Selma solleva diverse questioni nel 1642, nel 1645 e nel 1654. In seguito ha parecchie contese ecclesiastiche con Sta. Maria ed Arvigo. Nel 1658, Selma ha un lungo e costoso litigio con Cauco per la proprietà del territorio di Gambo. Bonariamente, si risolve con un arbitrato, ma la questione, mai digerita, è risollevata nel 1886 di fronte al tribunale del distretto Moesa. Con la sentenza del 27 ottobre 1886, Gambo è aggiudicato a Selma. Nel 1893 la questione è nuovamente risollevata e portata di fronte al Piccolo e al Gran Consiglio. Il Piccolo Consiglio assegna Gambo a Cauco con il decreto del 30 dicembre 1893, ma Selma ricorre al Gran Consiglio che annulla la sentenza del Piccolo Consiglio e aggiudica nuovamente a Selma il territorio di Gambo.

E’ interessante, per stabilire la storia dei comuni, studiare l’aspetto religioso delle comunità. In particolar modo, la costruzione e la costituzione delle Parrocchie – istituzioni che assumono un ruolo politico molto importante – ci informa sulla gerarchia esistente tra i comuni della valle.
Nel XVI secolo esistono in valle solo due parrocchie: Sta. Maria (sede della chiesa matrice) e Sta. Domenica. Selma dipende da Sta. Maria. Già nel 1590 quelli di Selma reclamano l’autonomia parrocchiale al vescovo Pietro Rascher che promette di svincolare la curia da Sta. Maria. Mentre Arvigo e Buseno ottengono un parroco proprio, Selma è trascurata ingiustamente. Il tragitto da Selma a Sta. Maria richiede circa 3 ore e non si può pretendere che tutti lo intraprendano. Il trasporto dei cadaveri è difficile e pericoloso. Nel 1611 Selma chiede quindi di poter avere un parroco proprio o di essere aggregata ad un'altra parrocchia. Il 30 settembre 1611 si consacra il nuovo cimitero di Selma, togliendo così ai Selmesi un buon motivo di lagnarsi. Nel 1611 la curia viene separata da Sta. Maria, ma unita ad Arvigo, con Landarenca. Si ha così un servizio divino alternato tra Arvigo-Landarenca ed Arvigo-Selma. Sembra però che quelli di Selma non siano ancora contenti. Reclamata di nuovo l’indipendenza, questa è concessa a Selma nel 1623, che si costituisce in parrocchia. Il primo parroco è Sebastiano Precastelli, che nel 1623 comincia a tenere i libri parrocchiali. I parroci devono vegliare sui parrocchiani al fine che non si espongano troppo ai pericoli e devono distogliere la gente dall’aver troppa paura dell’acqua. Dai protocolli riguardanti le visite pastorali in Valle Calanca si legge che quelli di Selma specialmente tremavano ad ogni pioggerella temendo d’essere travolti dal torrente.


Fonte: A. Bertossa, Storia della Calanca, Poschiavo, 1937.


La storia recente è storia di spopolamento, principalmente dovuto al movimento naturale della popolazione e all’emigrazione. Il primo si manifesta con una natalità sempre inferiore ed una mortalità che rimane comunque rilevante in proporzione al numero della popolazione residente. Nel decennio 1960-1970 Selma presenta un movimento naturale passivo, essendo il numero dei decessi superiore al numero delle nascite. Ciò comporta un invecchiamento della popolazione, il cui indice supera quello del 48% giudicato “normale”. Quanto all’emigrazione, possiamo dire che si tratti di una tradizione per i calanchini, spinti ormai lontano alla ricerca di nuove possibilità economiche. Una tra le sole risorse economiche del comune è l’agricoltura che, dai dati del 1960 occupa 14 persone (7 uomini e 7 donne) su di un totale di 23 persone attive.


Fonte: S. Tamò, Il problema economico della fusione dei comuni della Valle Calanca, Poschiavo, 1970.